
La regione materana fu abitata fin dall’epoca quaternaria. L’uomo paleolitico qui ha lasciato molte tracce della sua presenza in raschiatoi, coltelli e seghe dalla scheggiatura grossolana
Con il neolitico (ca. 6000 a.c.) l’uomo apprende le tecniche di lavorazione della terra e si organizza in villaggi, cinti da fossati scavati con strumenti di pietra nella calcarenite o nei diversi substrati geologirci presenti. Domenico Ridola fu il primo a riconoscerne la funzione e li definì trincee. Il più interessante degli oltre dieci rinvenuti nel territorio del Parco è quello di Murgia Timone che presenta due fossati tangenti tra loro, uno di forma circolare, l’altro ellittico. Vi sono buche per pali di capanne, cisterne con sistemi di canalizzazione, vasche per la raccolta delle derrate alimentari e tombe a grotticella circondate da cerchi di pietra.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.